A Tipicità per la rinascita del territorio marchigiano

21st marzo 2017

Domenica 5 marzo  a Tipicità la manifestazione che si svolge a Fermo e che da 25 anni mette in mostra tutto il buone delle Marche. Quest’anno la kermesse oltre a coincidere con un anniversario importante, ha voluto rappresentare anche un pronto riscatto della regione colpita dallo scorso agosto da un devastante terremoto.

A lato della mostra di tipicità enogastronomiche sono stati oltre 100 gli eventi che hanno coinvolto chef e operatori del settore.

E' un duro lavoro, ma qualcuno lo deve fare...

E’ un duro lavoro, ma qualcuno lo deve fare…

Ironia

Ironia

Molte aziende hanno presentato i loro prodotti come GiorgioMare con i suoi sughi e paste surgelati prevalentemente di mare.

GiorgioMare

GiorgioMare

Ampio lo stand del salumificio Ciriaci con tutti i prodotti della tradizione marchigiana.

Salumificio Ciriaci

Salumificio Ciriaci

Anche nella nostra regione si sta affermando una cultura della birra, che ha portato anche alla nascita di una associazione regionale di produttori. A Tipicità non sono mancate le occasioni di assaggiare anche delle birre prodotte nella nostra regione. Tra le altre:

Birrificio artigianale 20.13 di San Benedetto. Abbiamo assaggiato la Birra Primipa.

Birrificio 1965 di Osimo. Abbiamo bevuto una Golden Hair, una chiara Pale Ale e una Shallow, bitter ambrata di stile inglese.

Birrificio 1965

Birrificio 1965

Dal birrificio Babylon di Folignano (AP) abbiamo assaggiato una Gilga-Mash, una tripel. Alcuni dei proprietari di questo birrificio vengono da Roma e ad aprile hanno intenzione di aprire un locale nel birrificio.

Birrificio Babylon

Birrificio Babylon

Di Sigi di Macerata abbiamo assaggiato il Giuggiolone, liquore a base di giuggiole, per me una novità, e il vino di visciole, ambedue della linea Baccononlosa.

Giuggiolone

Giuggiolone

Nello stand Marca Camerino  e-commerce del territorio camerte abbiamo degustato l’Amaro dei Sibillini della Fabbrica Liquori Carsetti che produce anche un Mistrà.

Nello stand Moncaro abbiamo assaggiato la bollicina Opale, Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante Brut, poi un Atavico, Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore senza solfiti aggiunti e un Ofithe, Offida Pecorino Docg.

All’interno di Tipicità 2017 si è tenuta la prima edizione di Bollicine di Marche con 14 case vinicole che hanno portato la loro produzione di spumanti brut e dolci, la degustazione era a pagamento e con 6 euro si aveva a disposizione il bicchiere e 3 assaggi, così io e la mia fotografa preferita abbiamo potuto assaggiare 6 vini.

Bollicine di Marche

Bollicine di Marche

Di Fontezoppa di Civitanova abbiamo assaggiato un Colli Maceratesi Ribona Doc (metodo classico), della cantina Benforte di Cupramontana abbiamo assaggiato il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Brut Quattordici (metodo charmat), della cantina Capinera di Morrovalle (MC) abbiamo assaggiato lo Spumante Brut Rosé (metodo charmat), della Tenuta Murola abbiamo assaggiato la Ribona Jurek (metodo classico), della cantina Casale Vitali di Montelparo (FM) abbiamo assaggiato il Mont’Illì rosé (metodo classico). Ed infine uno spumante dolce di Moroder della frazione Montacuto di Ancona, il Bianconero, moscato con 10% di Alicante nero (metodo charmat).

Nello stand di Castigano (AP) ci hanno parlato del festival Templaria  che si tiene ogni anno a metà agosto. Nello stand abbiamo assaggiato l’Anice Verde prodotto dalla Terre dei Calanchi di Castignano.

E qui veniamo ad una modesta proposta alla quale il sottoscritto sta rimuginando da tempo. Perché nelle Marche non organizziamo un grande evento, ho già in mente il luogo, la Mole Vanvitelliana, vulgo il Lazzaretto di Ancona, che celebri il liquore mediterraneo per eccellenza e cioè il liquore all’Anice. Se ci pensate esiste in tante regioni italiane e in tante nazioni del Mediterraneo sia della sponda nord che quella sud: il Pastis in Francia, l’Arak in Libano, l’Ouzo in Grecia, il Raki in Turchia. Nella nostra regione ci basta fare il nome di Varnelli o Meletti, ma come abbiamo visto non sono i soli, senza contare l’autoproduzione casalinga. Pensate che occasione speciale per mettere in rete i popoli del Mediterraneo con i loro prodotti tipici, la loro cultura. Come Presscom vi lanciamo questa provocazione chissà che qualcuno non voglia accoglierla.

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