C’è vita per i quotidiani delle Marche?

3rd agosto 2016

Quotidiani, lettura nelle Marche

I quotidiani nelle Marche, un’analisi ristretta delle vendite pre e post chiusura del Messaggero locale

Il panorama dell’informazione stampata, ed in particolare dei quotidiani, delle Marche ha perso nello scorso mese di luglio una voce, quella del Messaggero. La proprietà, che possiede peraltro anche un’altra testata locale, il Corriere Adriatico, ha deciso di chiedere anche la redazione di Ancona del quotidiano, dopo che, con il tempo, erano state chiuse le sedi periferiche negli altri capoluoghi di provincia delle Marche.

Utilizzando un microcosmo, e cioè l’edicola Carloni di Falconara Marittima in via Cavour che ringrazio, ho voluto verificare cosa sarebbe successo alle vendite dei quotidiani, studiando un periodo circoscritto nel tempo e precisamente dall’11 giugno al 31 luglio. Naturalmente l’edizione presa in considerazione è quella di Ancona.

L’ultimo numero del Messaggero Ancona è uscito il 5 luglio, e il giorno successivo è uscita la nuova edizione del Corriere Adriatico, un giornale più piccolo nel formato, con una media attualmente di 52-60 pagine al giorno e all’interno l’edizione nazionale del Messaggero.

Sempre in questo periodo, in funzione promozionale, il Resto del Carlino ha offerto il giornale dal 4 al 10 luglio al costo di 0,50 centesimi la copia, proprio per invogliare i probabili orfani del Messaggero a passare al Carlino.

Qui sotto il grafico dell’andamento delle vendite dei quotidiani nel periodo studiato.

Vendite quotidiani

Vendite quotidiani

Alcuni dati: il Carlino nei 25 giorni pre-chiusura del Messaggero vende in totale 567 copie (nei giorni 4 e 5 luglio il costo come si diceva è di 0,50 centesimi), con una media di 22,68 copie al giorno, Il Corriere Adriatico nello stesso periodo vende 511 copie con una media di 20,44 copie al giorno e il Messaggero vende 372 copie (il 14 giugno il giornale non è uscito per sciopero) con una media nei 24 giorni di 15,5 copie.

Il totale è quindi di 58,21 copie al giorno per la somma dei tre quotidiani.

Nel periodo dal 6 al 31 luglio e cioè come detto dalla chiusura del Messaggero locale, il Carlino vende 579 copie con una media nei 26 giorni di 22,27 copie al giorno. Il Corriere Adriatico nello stesso periodo vende 795 copie con una media di 30,58 copie.

Il totale delle copie è quindi 52,85 copie al giorno per i due quotidiani, con una perdita rispetto al periodo precedente di 5,36 copie al giorno. Se però separiamo per il Carlino i giorni a 0,50 centesimi, dal 4 al 10 luglio, abbiamo che in questi sette giorni la media del Carlino è di 25,57 copie al giorno, mentre nel periodo 11-31 luglio la media scende a 21,57 copie/giorno.

Quindi ricapitolando è indubbio che il Corriere Adriatico abbia avuto un’impennata nelle vendite, mentre per il Carlino l’incremento è legato solo alla diminuzione di prezzo. Finito questo effetto il quotidiano ha registrato una diminuzione complessiva.

Queste 5,36 copie (in realtà di più, stante le considerazioni sul Carlino qui sopra esposte) possono costituire una base di partenza per un’eventuale nuova avventura editoriale? Se lo chiedono i giornalisti e i tanti collaboratori del Messaggero sparsi per la regione, ma anche la filiera: dai poligrafici, ai distributori e da ultimi i giornalai che i quotidiani vorrebbero venderli per un giusto profitto…

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