Festival del Giornalismo d’Inchiesta, intervista all’organizzatrice

7th ottobre 2013

Intervista a Silvia Simoncini, organizzatrice del 2° Festival del Giornalismo d’Inchiesta di Osimo.

Da alcuni giorni è iniziata la seconda edizione del Festival del Giornalismo d’Inchiesta di Osimo, un evento che porta nel territorio marchigiano un gran numero di firme prestigiose per discutere dei temi più scottanti legati all’attualità e al mondo dell’informazione. Ho voluto, quindi, intervistare Silvia Simoncini, organizzatrice dell’evento e Presidente dell’associazione Ju-ter Club.

D. Silvia, come è nata l’idea del Festival?
R. L’idea ci è venuta a seguito del successo delle varie edizioni della Rassegna Letteraria “I Contemporanei: conversazioni con chi scrive il presente” , da noi ideata e curata ad Osimo dal  Circolo Culturale Ju-ter Club. La rassegna ha permesso l’arrivo nella nostra città di tanti nomi illustri e famosi del mondo della comunicazione e dello spettacolo, da Gianluigi Nuzzi ad Arrigo Petacco da Silvia Tortora a Nicoletta Mantovani Pavarotti. Abbiamo quindi puntato a fare ancora un passo avanti cercando di proporre un vero e proprio Festival e – visto il notevole riscontro di pubblico – ad approfondire l’aspetto legato al giornalismo investigativo.

D. Osimo è una bella città di provincia: cos’ha significato l’arrivo di tanti nomi di giornalisti prestigiosi?
R. Per la città credo sia stata una belle vetrina per farsi conoscere, ammirare e scoprire. I nostri ospiti rimangono incantati dalle bellezze architettoniche, storiche, artistiche della città e si legano ad essa mantenendo anche con noi organizzatori, nel corso del tempo, ottimi rapporti di amicizia e collaborazione.

D. Qual’è secondo te il dibattito più interessante che si è sviluppato nelle passate edizioni?
R. Il dibattito che maggiormente possiamo dire è entrato nella “storia” del nostro Festival è, senza ombra di dubbio, quello sviluppato da Pietro Grasso all’apertura lo scorso anno della prima edizione. L’allora Procuratore Nazionale Antimafia in Teatro la Nuova Fenice, gremito fino all’inverosimile, condivise con noi e con tutto il pubblico le sue memorie di magistrato al fianco di Falcone e Borsellino, i suoi ricordi anche intimi legati ai due giudici e ci descrisse con tanti particolari quasi 40 anni di lotta alla criminalità organizzata. Perché l’informazione passa anche attraverso la piena coscienza e conoscenza di tanti concetti e valori, in primis la legalità.

D. Cosa chiedete alla città e alla gente?
R. Alla città ed al nostro pubblico chiedo di partecipare ai nostri incontri perché potranno venire a conoscenza direttamente dai protagonisti, da chi fa informazione quotidianamente sia in Tv che sulla carta stampata, di cosa rappresenti davvero oggi essere in prima linea nel mondo del giornalismo e della comunicazione, ossia una grande responsabilità verso i lettori e verso l’opinione pubblica

D. possiamo sperare quindi in un’informazione più responsabile e trasparente?
R. Ce lo auspichiamo. Soprattutto un’informazione obiettiva, questo manca a mio avviso.

D. Siete tanti e ci sono molti giovani…
R. Proprio grazie a tutto ciò che ruota intorno al Festival in queste settimane abbiamo avuto nuove adesioni, i ragazzi vanno dai 19 anni in avanti e per lo più sono studenti. Molta fatica, parecchio impegno e tante soddisfazioni. I soci del Circolo sono impegnati in attività di volontariato puro e semplice, come il volantinaggio, la cura dei social network, l’ufficio stampa, le fotografie e tanti altri accorgimenti preziosi che assicurano la buona riuscita della manifestazione perché in fondo i veri protagonisti, come dico sempre ai “miei” ragazzi, sono proprio i volontari di FGI!

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