Il palloncino di Arianna

22nd dicembre 2010

Illustrazione Scuola Internazionale Comics

(I nomi e i luoghi di questa storia sono tutti veri, come, ovviamente, sono vere tutte le fiabe più belle…)

E’ il 6 gennaio del 2010.

Mille bambini sono nella piazza di in una città nel centro dell’Italia, Jesi.

Sono pronti a lanciare un messaggio di pace appeso a un palloncino (ovviamente biodegradabile).

“Fate un disegno che vi ricordi cosa sia la pace” – Le maestre, a scuola, ne hanno parlato.

Arianna ha cinque anni, è tra quei bambini. Punta il naso in alto. Nel suo disegno, una bambina regala un fiore ad un’altra bambina.

Prima di lasciare andare il palloncino, Arianna soffia forte in alto, per dargli una bella spinta. Forse è questo il segreto.

Al via, i mille palloncini prendono il volo. I disegni, sotto, appesi.

E’ fine aprile. C’è già la primavera. A scuola squilla il telefono.

Dal comune hanno una notizia, per Arianna. “Una signora ha scritto una bella lettera dicendo di aver trovato un messaggio di pace. Vorrebbe conoscere chi l’ha inviato”.

C’è scritto sulla lettera: “…pensavo succedesse soltanto nelle fiabe. La mia città ha conosciuto la guerra, sono successe cose terribili… Sono felice che in Italia si insegni ad apprezzare la pace…”.

Firmato, Marijana.

Una mattina di fine aprile, Marijana ha trovato il disegno di Arianna legato ad un palloncino sgonfio appeso ad un albero del suo giardino, sul monte Velebit, a Gospic, Croazia.

Qui la guerra c’è stata. Tra persone che vivevano nelle stesse vie. Che compravano il pane nello stesso negozio. Qui i bambini giocavano, senza sapere che qualcuno, nel frattempo, si odiava.

Non entriamo nel dettaglio della guerra. Non spetta a noi.

Ci basta sapere che qui, molti hanno pianto. Altri, la guerra li ha portati via su una mina o a colpi di fucile.

Il vento, a quanto pare, ha letto bene e ha soffiato oltre il mare….Adriatico.

Il palloncino di Arianna ha consegnato il messaggio da un posto dove la guerra è nei racconti dei bisnonni, ad un altro, dove la guerra la conoscono i ragazzi che oggi hanno venti anni.

Volando, il palloncino, ha visto i bambini; il mare; i gabbiani; le navi; le montagne e i boschi. Forse anche gli orsi. Perché sul Velebit ce ne sono ancora.

Oggi, altri mille bambini lanceranno di nuovo i loro messaggi.

Ma la prossima primavera, il vento che porterà Marijana a Jesi è una nave. Si chiama Jadrolinija. Il suo lavoro è quello di far incontrare gli amici che vivono nelle due sponde del mare.

Nel frattempo, infatti, Corrado, che le navi le fa attraversare il mare anche d’inverno, decide che la storia è talmente bella che farà salire a bordo Marijana per andare da quei bambini a lanciare un palloncino, lì da dove l’aveva ricevuto.

Ci appenderà un messaggio di pace anche lei.

Firmato, da chi la guerra l’ha vissuta e non la vuole più.

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2 pensieri su “Il palloncino di Arianna

  1. 22nd dicembre 2010

    Fiorenza

      #

    Bella storia! Ma davvero la protagonista è tua figlia? Credo che la piccola Arianna (stesso nome della mia nipotina più piccola) abbia ricevuto un grande regalo, che la guiderà per tutta la vita verso un grande ideale!!!
    E bravo il papà che l’ha raccontata.

  2. 30th dicembre 2010

    Sara M

      #

    Il palloncino di Arianna è stato veramente un buon augurio di Natale!
    Speriamo che i prossimi palloncini si spingano ancora più in là e che anche in Italia portino pace a chi viene da lontano per sfuggire alla guerra e alla povertà.
    Soffia Arianna e insegnaci come si fa, buon 2011!

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