Misurare la febbre, i pediatri sul termometro a infrarossi

19th febbraio 2015

Il problema di misurare la febbre in maniera corretta si è imposto fin dalla messa al bando dei termometri a mercurio del 2009. Ora una nuova tecnologia, quella dei termometri a infrarossi, si sta imponendo sul mercato.

Misurare la febbre ai bambiniFin dal 2009, anno in cui una direttiva europea diede lo stop definitivo alla vendita dei tradizionali termometri a mercurio, le famiglie italiane e gli operatori sanitari hanno dovuto affrontare la necessità di una soluzione alternativa per misurare la febbre. In pochi anni è stato tutto un succedersi di tecnologie alternative, dai termometri a gallio a quelli auricolari a quelli elettronici. Nessuno di essi sembra aver convinto del tutto il mercato, soprattutto a causa dei dubbi nella precisione nella rilevazione.

Gli ultimi arrivati sono i termometri a infrarossi, che misurano la temperatura a distanza ricevendo ed elaborando le radiazioni infrarosse emesse naturalmente dal corpo umano. Le prime versioni di questi prodotti, la cui tecnologia tra l’altro è italiana, erano penalizzate dalla difficoltà nel mantenere la giusta distanza di puntamento, condizione necessaria per una rilevazione precisa. Oggi invece, grazie ai nuovi dispositivi di controllo della distanza, i termometri a infrarossi si stanno rapidamente diffondendo in tutto il mondo.  L’utilizzo di questi termometri si rivela particolarmente utile per misurare la febbre nei bambini, che può essere effettuata in pochi istanti senza disturbarli, anche mentre dormono.
Per questo abbiamo chiesto un’opinione ad alcuni pediatri che hanno avuto modo di sperimentare la tecnologia.

Valutazione in complesso positiva dalla dottoressa Valeria Coronati, di Ancona: “Rispetto ad un termometro normale, la grande comodità di quello a distanza è la velocità e la facilità di utilizzo. Non sono sicura che raggiunga la precisione dei vecchi misuratori a mercurio nel misurare la febbre, ma è molto utile in pediatria e lo consiglio soprattutto per i bambini più piccoli”.
Il dottor Paolo Senesi, di Jesi, ha controllato sperimentalmente la precisione: “Ho comprato un termometro a distanza di nuova generazione per valutarlo – ci racconta. – Dopo un test approfondito durato 7-8 settimane, in cui l’ho messo a confronto con i vecchi termometri a mercurio, mi sono convinto dell’efficacia. Ho anche iniziato a consigliarlo ai miei pazienti”. Anche il dottor Francesco Pallucchini, pediatra di Ancona, l’ha già consigliato a diverse famiglie: “Questi apparecchi costano sicuramente di più degli altri termometri, ma a mio parere è una spesa più che giustificata. Io uso un termometro a infrarossi del tipo nuovo, con dispositivo di controllo della distanza, ed è l’unico misuratore affidabile. Ne ho provati tanti, di tutti i tipi: a contatto, da orecchio, a distanza, nessuno però si è dimostrato altrettanto preciso.”
“La velocità è un fattore cruciale – aggiunge il dott. Senesi – la rilevazione è istantanea. Inoltre misurare la febbre a distanza permette di evitare di infastidire il bambino, che magari è già sofferente a causa della malattia. E non occorre svegliarlo, se dorme”.

Fidati, il nuovo modo di misurare la febbreL’ultimo modello di termometro a infrarossi uscito sul mercato è Fidati, dell’azienda Joycare, che è tra i leader nella vendita di articoli per la cura della persona, l’infanzia, il benessere. Il suo termometro a distanza è molto preciso, grazie al sistema di messa fuoco brevettato, che assicura la distanza giusta dal paziente. La peculiarità di Fidati è che proietta la temperatura direttamente sulla fronte: basta puntarlo e premere il tasto di rilevazione. Inoltre può essere usato per misurare la temperatura dell’ambiente, degli alimenti e degli oggetti: dalla pappa all’acqua del bagnetto.  Fidati, inoltre, ha ottenuto l’inserimento all’interno del catalogo Mepa, il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, ed è quindi abilitato all’utilizzo all’interno di ospedali e strutture sanitarie italiani.

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