Vinitaly 2016: le proposte Moncaro

15th aprile 2016

In crescita il biologico anche nel vino, lo dimostra l’interesse per la sezione dei vini biologici nell’’edizione di Vinitaly 2016, che celebra fra l’altro i cinquant’anni della manifestazione.

Attenzione al biologico che sottolinea anche la recente produzione di Moncaro, presente al Vinitaly al padiglione delle Marche.

“Moncaro ha sempre svolto un ruolo da pioniere nella coltivazione biologica – spiega il Presidente Doriano Marchetti – la pratica del basso impatto ambientale, infatti, era già praticata dai nostri soci nel 1980, cioè da prima che esistesse una regolamentazione normativa del regime di coltura biologica. A questa scelta strategica abbiamo unito un importante investimento nel fotovoltaico, che ci ha portato a coprire una quota importante del nostro fabbisogno energetico. L’attenzione alla sostenibilità ambientale è andata di pari passo con la ricerca scientifica, che ci ha permesso di triplicare la produzione dei vini senza solfiti aggiunti”.

Moncaro, la maggiore realtà produttiva della regione (928 viticoltori associati e 1.400 ettari di vigneti di proprietà aziendale coltivati con tecniche a basso impatto ambientale), ha recentemente potenziato il biologico con la riconversione di 175 ettari di vigneti che si aggiungono ai 60 già certificati. La riconversione riguarda 45 ettari di vigneti nell’area del Conero e 130 in quella del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

E’ recente, inoltre, l’entrata in funzione del nuovo impianto fotovoltaico sulla sede di Montecarotto che garantirà oltre il 50% del fabbisogno energetico dell’azienda.

“Aderendo fin dall’inizio al progetto ideato da Riccardo Cotarella, enologo di fama internazionale sui vini senza solfiti aggiunti – spiega l’enologo di Moncaro Giuliano D’Ignazi – abbiamo ottenuto risultati estremamente positivi. Grazie alla ricerca è stata garantita la longevità e la qualità dei vini, tanto che, a seguito dell’adesione al progetto, stiamo estendendo la riduzione dei solfiti a tutta la gamma per garantire volontariamente una soglia inferiore al 50% del massimo consentito dalla legge”.

A livello organolettico la riduzione dell’utilizzo dei solfiti dona una maggiore espressività ai vini. Dal punto di vista olfattivo vengono esaltate le caratteristiche aromatiche più delicate, aspetto che la solforosa contribuisce a mascherare; mentre dal punto di vista del gusto vengono notevolmente attenuate le note amare del vino con il risultato di un maggiore equilibrio, in particolare  sui bianchi.

Moncaro al  Vinitaly 2016  presenta inoltre  in anteprima la sboccatura del Madreperla spumante Gran Cuveé Metodo Classico nelle due versioni: 60 mesi di permanenza sui lieviti e  84 mesi Pas Dosé. Oltre a questa importante degustazione, Moncaro ha portato alla ribalta a Verona i vini bianchi del Piceno; la linea “Ofithe” che comprende le selezioni di Passerina e Pecorino prodotti nello stabilimento di Acquaviva Picena (AP).

A riprova dell’attenzione internazionale verso la qualità raggiunta da Moncaro , la medaglia d’Oro a “Mundus Vini”, la più importante competizione tedesca del vino che ha premiato il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico 2015 “Le Vele”. Un nuovo risultato nel “palmares” che si aggiunge ai 200 podi raggiunti negli ultimi tre anni nei maggiori concorsi e guide internazionali.

Il Vinitaly ha festeggiato i 50 anni con una seguita e coinvolgente manifestazione nel centro di Verona a cui Moncaro ha partecipato offrendo la degustazione dei suoi vini in una suggestiva e scenografica cornice  di fronte all’Arena.

 Moncaro in breve

 Terre Cortesi Moncaro è stata fondata nel 1964 a Montecarotto (An). Oggi è la maggiore realtà delle Marche nel settore vitivinicolo con 928 soci e un fatturato di 24 milioni di euro nel 2014, derivante per il 65% dall’export con oltre 40 paesi di destinazione. Sessantacinque i dipendenti all’attivo, Moncaro dispone di tre cantine: la sede storica di Montecarotto (An), e due stabilimenti  rispettivamente a Camerano (An), alle pendici del Monte Conero e ad Acquaviva (Ap), dove vengono prodotti, affinati ed invecchiati i vini tipici delle rispettive zone di produzione. I punti di forza Moncaro sono rappresentati dalla produzione dei vitigni autoctoni; dall’utilizzo dei metodi di coltura biologica e senza l’uso di sostanze di sintesi; la classificazione dei vigneti in base alle loro caratteristiche pedologiche e microclimatiche. Con  1.400 ettari di vigneti di proprietà aziendale, Moncaro garantisce al meglio la continuità qualitativa della produzione sotto la guida degli enologi Giuliano D’Ignazi e Riccardo Cotarella.

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