Rapporto di Sostenibilità 2025-2026: Nuove Normative e Opportunità Strategiche per le Imprese
Un aggiornamento fondamentale sul quadro normativo europeo che ridefinisce gli obblighi di rendicontazione ESG
A pochi mesi dalla pubblicazione del nostro articolo sul Rapporto di Sostenibilità come chiave del successo aziendale, lo scenario normativo europeo ha subito trasformazioni significative che meritano un approfondimento dedicato. Il panorama della rendicontazione di sostenibilità sta attraversando una fase di profonda evoluzione, caratterizzata da importanti semplificazioni normative che ridisegnano tempistiche e requisiti per le imprese italiane ed europee.
Il Pacchetto Omnibus: una svolta normativa
Il 16 dicembre 2025 il Parlamento Europeo ha approvato definitivamente il cosiddetto Pacchetto Omnibus I, un intervento normativo volto a semplificare e razionalizzare l’impianto regolatorio europeo in materia di sostenibilità d’impresa. Questa decisione rappresenta una risposta concreta alle preoccupazioni espresse da numerose imprese europee riguardo alla complessità e all’onerosità degli obblighi previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
Lo “Stop the Clock”: cosa cambia concretamente
L’intervento più significativo del Pacchetto Omnibus è lo “Stop the Clock”, entrato in vigore il 17 aprile 2025 con la Direttiva UE 2025/794 e recepito in Italia con la Legge 8 agosto 2025 n. 118, che prevede il posticipo di due anni dell’entrata in vigore degli obblighi di rendicontazione.
Nuove tempistiche per categoria di impresa:
- Grandi imprese quotate (oltre 500 dipendenti): rimangono confermate le scadenze originali con primo reporting nel 2025 sull’anno fiscale 2024
- Grandi imprese non quotate: obbligo posticipato dal 2026 al 2028, con primo bilancio di sostenibilità riferito all’esercizio 2027
- PMI quotate: obbligo posticipato dal 2027 al 2029, con riferimento all’esercizio 2028
- Imprese extra-UE: conferma dell’obbligo dal 2028 per società che generano ricavi superiori a 150 milioni di euro nel territorio UE
Nuove soglie dimensionali: l’esclusione dell’80% delle imprese
Con il Pacchetto Omnibus, le soglie dimensionali per l’assoggettamento agli obblighi CSRD sono state significativamente innalzate, comportando l’esclusione di circa l’80% delle imprese inizialmente interessate. Questo rappresenta un alleggerimento sostanziale per il tessuto imprenditoriale europeo, in particolare per le medie imprese.
Le nuove soglie per le grandi imprese prevedono il superamento di almeno due dei seguenti criteri:
- Totale attivo dello stato patrimoniale superiore a 25 milioni di euro (precedentemente 20 milioni)
- Ricavi netti superiori a 50 milioni di euro (precedentemente 40 milioni)
- Oltre 250 dipendenti (invariato)
Semplificazione degli standard ESRS
Parallelamente al rinvio delle scadenze, la Commissione Europea ha avviato una revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), con l’obiettivo di ridurre i datapoint obbligatori e migliorare l’interoperabilità con altri standard di rendicontazione. nuovi ESRS semplificati sono stati presentati il 3 dicembre 2025 e la Commissione intende emanarli con atto delegato entro metà 2026, con obbligo di utilizzo dal 2027.
Questa semplificazione risponde all’esigenza di:
- Ridurre l’onere amministrativo per le imprese
- Migliorare la chiarezza su disposizioni ambigue, come il principio di doppia materialità
- Garantire maggiore coerenza con framework internazionali come GRI e ISSB
Il rinvio non è una pausa: perché continuare a prepararsi
È fondamentale comprendere che il rinvio offre alle aziende tempo aggiuntivo per prepararsi adeguatamente, ma non deve essere interpretato come un’opportunità per procrastinare i preparativi. Le organizzazioni dovrebbero utilizzare questo periodo strategicamente per:
- Sviluppare sistemi di raccolta dati robusti – La rendicontazione ESG richiede processi strutturati di data collection che necessitano di tempo per essere implementati efficacemente
- Formare il personale – Investire nella formazione di team interni con competenze specifiche in materia di sostenibilità e reporting
- Implementare processi di governance della sostenibilità – Integrare obiettivi ESG nella strategia aziendale e nei sistemi di incentivazione
- Analizzare le catene del valore – Comprendere gli impatti ambientali e sociali lungo tutta la filiera produttiva
Il Rapporto di Sostenibilità come leva competitiva
Nonostante le modifiche normative, i benefici strategici del Rapporto di Sostenibilità rimangono immutati e, anzi, si rafforzano in un contesto di mercato sempre più attento ai fattori ESG.
Accesso facilitato al capitale
Il settore finanziario continua ad evolvere rapidamente verso criteri di valutazione che integrano performance ESG e risultati economici. Il mondo bancario e finanziario sta già premiando le aziende più trasparenti e sostenibili, con accesso facilitato al credito o a condizioni più vantaggiose. Per questo motivo, anche per le PMI non ancora obbligate, iniziare oggi un percorso di rendicontazione volontaria rappresenta un investimento strategico.
Vantaggio competitivo anticipato
Le imprese che scelgono di adottare anticipatamente standard di rendicontazione volontaria possono:
- Differenziarsi dalla concorrenza posizionandosi come leader nella sostenibilità
- Attrarre investitori e clienti sempre più sensibili ai temi ESG
- Sviluppare competenze interne prima dell’entrata in vigore dell’obbligo
- Identificare e mitigare rischi ESG prima che diventino critici
Il principio di doppia materialità: un’opportunità di visione strategica
Una delle innovazioni più rilevanti introdotte dalla CSRD è l’applicazione del principio di doppia materialità, che richiede alle aziende di valutare sia l’impatto dell’impresa sull’ambiente e sulla società (inside-out), sia gli effetti della sostenibilità sulla performance aziendale (outside-in).
Questo approccio bidirezionale rappresenta un’opportunità per:
- Comprendere meglio i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità
- Identificare aree di innovazione e sviluppo di nuovi modelli di business
- Rafforzare la resilienza aziendale di fronte a cambiamenti climatici e normativi
- Migliorare il dialogo con stakeholder e investitori
L’importanza della comunicazione e del design
Come evidenziato nel nostro precedente articolo, la qualità della comunicazione del Rapporto di Sostenibilità resta un elemento differenziante. L’esempio di Astea S.p.A., che ha ottenuto l’Oscar di Bilancio di Borsa Italiana, dimostra come un approccio professionale alla grafica e alla presentazione possa:
- Rafforzare la credibilità e la reputazione aziendale
- Facilitare la comprensione delle informazioni da parte degli stakeholder
- Aumentare l’engagement interno ed esterno
- Trasformare un obbligo normativo in un’opportunità di storytelling aziendale
Elementi chiave di un Rapporto efficace:
- Infografiche chiare che rendano accessibili dati complessi
- Design coerente con l’identità visiva aziendale
- Narrazione integrata che colleghi obiettivi di sostenibilità e strategia di business
- Trasparenza nell’evidenziare sia risultati positivi che aree di miglioramento
I principali standard internazionali per i bilanci di sostenibilità
I principali standard internazionali per i bilanci di sostenibilità sono il Global Reporting Initiative (GRI), ampiamente utilizzato a livello globale, gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) (obbligatori in UE dal 2024) e gli standard dell’International Sustainability Standards Board (ISSB) – IFRS S1 e S2. Questi framework garantiscono trasparenza, confrontabilità e misurazione delle performance ESG (Ambientali, Sociali e di Governance).
Ecco i dettagli sui principali framework:
- GRI (Global Reporting Initiative): È il framework più diffuso al mondo per la rendicontazione completa delle performance di sostenibilità (ambiente, sociale, diritti umani, governance).
- ESRS (European Sustainability Reporting Standards): Sviluppati dall’EFRAG, sono obbligatori in UE secondo la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive). Si basano sul principio della doppia materialità (impatto dell’azienda sull’ambiente/società e impatto dei fattori ESG sul valore finanziario aziendale).
- ISSB (IFRS S1 e S2): Introdotti nel 2023, si focalizzano su dati di sostenibilità a rilevanza finanziaria per investitori, con particolare attenzione al clima (S2).
- SASB (Sustainability Accounting Standards Board): Specifici per 77 settori industriali, focalizzati su metriche ESG finanziariamente rilevanti.
- TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures): Linee guida focalizzate su rischi e opportunità climatiche, integrate negli standard ISSB e ESRS.
- VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard): Standard semplificato per le PMI non soggette a obblighi CSRD.
Standard volontari per le PMI: prepararsi oggi per domani
Le aziende non obbligate possono rendicontare volontariamente utilizzando gli standard volontari per le PMI non quotate (VSME) redatti da EFRAG. Questi standard rappresentano un’opportunità per le piccole e medie imprese di:
- Familiarizzare gradualmente con i requisiti di rendicontazione
- Dimostrare l’impegno verso la sostenibilità a clienti e fornitori
- Prepararsi a eventuali futuri obblighi normativi
- Rispondere alle richieste di informazioni ESG provenienti da grandi clienti o partner
Il 27 maggio 2025 EFRAG ha reso disponibili il VSME Digital Template, la relativa tassonomia XBRL e un convertitore open source, strumenti pensati per semplificare la rendicontazione volontaria di sostenibilità delle PMI non quotate.
Queste soluzioni supportano l’applicazione del Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs (VSME), trasmesso alla Commissione europea come parere tecnico nel dicembre 2024.
Il Digital Template, sviluppato in formato Excel, permette una compilazione più semplice grazie a funzioni interattive, calcoli automatici, controlli di coerenza e collegamenti diretti alle linee guida dello standard.
La tassonomia XBRL consente inoltre una rendicontazione digitale standardizzata e facilmente condivisibile, leggibile sia da persone sia da sistemi informatici.
Per favorire ulteriormente l’adozione, EFRAG offre anche un convertitore gratuito che trasforma rapidamente il file Excel in un report XBRL conforme e integrabile nei processi aziendali.
Tutti i materiali, compresi template, documentazione e file dimostrativi, sono scaricabili dal sito ufficiale di EFRAG.
Conclusioni: dalla compliance alla strategia
Il 2025-2026 si configura come un periodo di transizione fondamentale per la rendicontazione di sostenibilità in Europa. Le modifiche normative introdotte dal Pacchetto Omnibus offrono alle imprese un tempo prezioso per prepararsi adeguatamente, ma non devono essere interpretate come un rallentamento del percorso verso una maggiore trasparenza e responsabilità ESG.
Le aziende lungimiranti comprenderanno che:
- La sostenibilità non è più opzionale – è diventata un fattore competitivo essenziale
- Il rinvio è un’opportunità – per strutturare processi solidi anziché soluzioni dell’ultimo minuto
- La comunicazione è strategica – un Rapporto ben progettato diventa uno strumento di marketing e reputazione
- Il tempo è dalla parte di chi inizia oggi – sviluppare competenze e sistemi richiede investimenti graduali
In PressCom affianchiamo le imprese in questo percorso di trasformazione, offrendo supporto nella redazione e comunicazione del Bilancio di Sostenibilità, dalla fase di raccolta dati fino alla realizzazione di documenti graficamente eccellenti e strategicamente efficaci.
Il futuro appartiene alle organizzazioni che sapranno trasformare gli obblighi normativi in opportunità di crescita e innovazione.
Riferimenti normativi principali:
- Direttiva (UE) 2022/2464 (CSRD)
- Direttiva (UE) 2025/794 (“Stop the Clock”)
- Legge 8 agosto 2025, n. 118 (recepimento italiano)
- D.Lgs. 6 settembre 2024 n. 125
- Pacchetto Omnibus I (dicembre 2025)
Un documento chiaro, leggibile e valorizzato
Il rapporto di sostenibilità è uno strumento sempre più importante per dialogare con stakeholder, clienti, istituti finanziari e partner di filiera.
Per questo è fondamentale che sia:
- ben strutturato
- facilmente consultabile
- visivamente coerente
- professionale e credibile
L’importanza della grafica nella rendicontazione di sostenibilità
Un buon rapporto di sostenibilità non è solo un insieme di dati: è il modo in cui l’azienda racconta il proprio impegno, i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri.
La grafica gioca un ruolo essenziale perché permette di:
- rendere più comprensibili informazioni complesse
- valorizzare indicatori e performance ESG
- guidare il lettore nella consultazione del documento
- aumentare la trasparenza e la credibilità del messaggio
- rafforzare l’identità e la reputazione aziendale
Un layout curato, infografiche efficaci e una struttura visiva ordinata trasformano il report in un documento moderno, autorevole e realmente fruibile da tutti gli stakeholder.
Vuoi approfondire come il tuo Rapporto di Sostenibilità possa diventare una leva strategica per la tua azienda?
Contattaci per una consulenza personalizzata.







